MANUEL FANNI CANELLES 
CRISTO ALLA COLONNA / LA PIETA' 2010 Colour hight-definition video on screen/colour hight-definition
 
 
 
AVVISAGLIE DI UN CEDIMENTO STRUTTURALE
a cura di Grazia De Palma 
 
ARTISTS:

Santasangre 
Manuel Fanni Canelles 
Silvia Camporesi 
Chris Cunningham 
Giulio De Mitri 
Miki Ohanna 
Anina Schenker 
Bill Viola 
 
 
Un percorso d'arte contemporanea liberamente ispirato al tema del doppio inteso come slittamento dimensionale, e creazione di identita' fluttuanti con un omaggio ai grandi capolavori di artisti moderni e del passato. Un'avventura multimediale tra performance, fotografia e video-installazioni di artisti italiani ed internazionali. A cura di Grazia De Palma.

Essere due per un solo istante e poi scrivere Due come numero biperiodico, irraggiungibile, indefinito. Due ma Uno in cerca del Due. Dove quando e come avviene, l’ESSERE DUE? In quale spazio, in quale tempo, tramite quale alchimia, attraverso quali smembramenti, moltiplicazioni, operazioni all’ennesima potenza, ricerche, omaggi o visioni ? Qual è il motore del DUE ? un mito culturale, un progetto genetico scolpito nella cellula potente come una psicosi, l’idea ossessiva di un completamento, la condizione sine qua non della riproduzione, il sano desiderio di un riposo del cuore? Il due esprime un antagonismo che da latente diventa manifesto; una rivalità, una reciprocità che può essere di odio come di amore; un’opposizione che può essere complementare e feconda. DUE: simbolo di opposizione, conflitto, riflessione, equilibrio realizzato o minaccia di un cedimento strutturale, numero di ambivalenza o sdoppiamento, evoluzione creatrice o involuzione disastrosa. I corpi di oggi si moltiplicano restando separati nel proprio involucro, offesi, brutalizzati dalla vergogna del proprio bisogno inconfessabile: ESSERE DUE. 

I corpi del nostro mondo sono scossi da qualcosa di potente, si sfidano senza una tregua (Chris Cunningham), sono languidamente sdoppiati ancor prima di entrare in scena (Giulio De Mitri), oppure appartengono alla vanità gemellare di un’iconografia dai riferimenti preraffaeliti o dalle tinte rinascimentali, in cui l’identità non è una realtà statica ma la consapevolezza di un erotismo mnemonico (Silvia Camporesi). Yin e Yang, si susseguono nella sensuale ricerca di una costante perdita di magia (Anina Schenker) o come nature morte-nature vive si specchiano nell’innocenza malinconica di una vanitas per comprendere l’anima (Miki Ohanna). Alcuni omaggiano la sacralità di un’altra giovinezza dell’uomo contemporaneo (Manuel Fanni Canelles), fino alla consacrazione delle percezioni e delle universali esperienze dell’uomo (la nascita, la morte, i vari processi di presa di coscienza e conoscenza in un documento inedito, Bill Viola).