IBRAHIM
Manuel Canelles e Ivan Crico

The project restores form and colour, through a stratification of different expressive codes (painting, theatre/cinema, photography, etc.) to a lost work by Géricault, L'uomo che guarda e contempla il mare, symbol of odysseus and shipwrecks, even existential ones, of which no iconographic evidence has been received, but of which only written documentation remains. 

The margins of interpretation that the stories offer allow to translate the invisible lost and give the possibility to the painting to be reinvented, re-establishing a dialogue with contemporary reality, with the intent to problematize the concept of disappeared, according to the assumption that what has existed is always, through the filter of memory, also inevitably interpreted/reinterpreted. 

Working on a work of which visual documentation does not survive leaves extremely wide, almost infinite margins of interpretation: the disappeared work becomes a pretext for working on subjects with which one would never have been confronted, and, above all, it becomes the starting point to start an investigation of which it is impossible in advance to hypothesize the developments. 

Il progetto restituisce forma e colore, attraverso una stratificazione di codici espressivi differenti (pittura, teatro/cinema, fotografia ecc.) ad una perduta opera di Géricault, L’uomo che guarda e contempla il mare, simbolo di odissee e naufragi anche esistenziali, di cui non sono pervenute testimonianze iconografiche, ma della quale rimane traccia solo in documentazioni scritte. 

I margini di interpretazione che i racconti offrono permettono di tradurre il perduto invisibile e dare la possibilità alla pittura di essere reinventata, ristabilendo un colloquio con la realtà contemporanea, con l’intento di problematizzare il concetto di scomparso, secondo l'assunto per cui ciò che è esistito è sempre, attraverso il filtro della memoria, anche inevitabilmente interpretato/reinterpretato. 

Lavorare su di un’opera di cui non sopravvivono documentazioni visive lascia margini di interpretazione estremamente ampi, quasi infiniti: l’opera scomparsa diventa un pretesto per lavorare su soggetti con cui mai ci si sarebbe confrontati, e, sopratutto, diventa il punto d'avvio per avviare un'indagine di cui è impossibile preventivamente ipotizzare gli sviluppi. 

Photo: Manuel Canelles

Light designer: Martina Ferraretto
Vocalist: Erica Benfatto

Performer: Silvia Morandi

Collaboration: Angela Giassi

OPENING

3 - 8 september 2019Ambient #1 MACRO Museo d’Arte Contemporanea

https://www.art-goes-on.eu/artista/manuel-cannellas