LA CURA 

 

Nati dall'esperienza di laboratorio tenutasi nella Galleria Spazzapan nel 2012, i video propongono la rilettura di tre nature morte di Luigi Spazzapan, nell’ottica di una ricerca video intesa come via d’accesso privilegiata nell’indagine sull’opera d’arte.
Memento mori e vanitas, le nature morte, già riprese come fermo immagine da Spazzapan, sono divenute oggetto e pretesto di nuove riflessioni che, nate da un lavoro collettivo guidato dalla regia e dal concept di Manuel Fanni Canelles, si sono sviluppate nella “decostruzione” degli elementi narrativi del dipinto e nella “ricostruzione” dello stesso sul set con la predisposizione delle luci di scena per creare la giusta prospettiva e tradurre i dipinti di Spazzapan in linguaggio cinematografico.

Decostruzioni, costruzioni, sovrapposizioni si sono intrecciati in una ricerca che, accumulando echi, riflessi, significati sommersi, vuoti e silenzi, è stata registrata dallo sguardo della telecamera e restituita come una nuova presenza tra cancellazione e riaffermazione.
Nel trittico il linguaggio della videoarte stabilisce un confronto con la pittura di Spazzapan contaminando e modellando con il proprio significato i temi e le ricerche del pittore: una riflessione, rivitalizzazione e drammatizzazione del genere antico della natura morta che restituisce ai movimenti lenti dell’immagine il potere evocativo del simbolo.

Manuel Fanni Canelles ha unito alla documentazione laboratoriale le finzioni proprie del linguaggio video. Sono manipolazioni introdotte in fase di post-produzione che sovrappongono tra loro segmenti temporali diversi: le contraffazioni sono svelate in modo esplicito e, intersecandosi alle riprese originali, si propongono come riflessione sulle immagini in movimento inducendo il fruitore ad assistere sempre a doppie storie. 

 

Annalia Delneri

Conservatrice Galleria L.Spazzapan