"ALTREMEMORIE" IN VAL SAISERA. L'ARTE NEI LUOGHI DELLA GUERRA

 

 

Di Franca Marri

 

"Altrememorie" si inaugura oggi alle 9.30 con una passeggiata di 2km lungo il percorso abitato dalle nuove installazioni artistiche. Alle 11, abbracciati dalla natura ai Prati di Oitzinger, un talk sui temi della Memoria, della Pace e dell'Arte a cura dell'associazione culturale Leggermente. Prendono parte al dibattito Fulvio Salimbeni (storico), Piero Sidoti (cantautore), Manuel Fanni Canelles (curatore), Francesco Rossi (direttore artistico), Paolo Patui (moderatore). Al termine del dibattito Michelangelo Pistoletto inviterà il pubblico alla performance collettiva "Il terzo paradiso insieme", un progetto che promuove azioni di cambiamento umano e sociale. di Franca Marri Si inaugura oggi ai Prati di Oitzinger in Val Saisera, con la partecipazione straordinaria di Michelangelo Pistoletto, un parco dell'arte chiamato Altrememorie. Dove cent'anni fa c'erano le trincee e gli scontri della Grande guerra, oggi prendono forma energie creative emergenti e differenti che, collegate fra loro, danno luogo a un percorso artistico inedito, generando nuovi segni, altre storie e, per l'appunto, "altre memorie". Realizzato dall'associazione culturale Modo di Udine, il progetto, a cura di Manuel Fanni Canelles, ha coinvolto dieci artisti italiani e stranieri, provenienti da estrazioni e formazioni diverse; tra loro c'è chi ha avuto già esperienze di land art e chi si esprime solitamente con altre modalità. Tutti hanno lavorato in residenza per una settimana e riflettendo su come dar forma a un pensiero che riguardasse il passaggio dal conflitto alla pace. L'intento non era certo quello di creare un memoriale quanto piuttosto considerare l'arte quale strumento utile a leggere il tempo, riflettere sulla propria identità, anche con leggerezza, anche sotto forma di gioco. A ridosso del Montasio è nato così un anello, un itinerario circolare di due chilometri segnato dai diversi interventi artistici. Raffaele Cetto, originario di Trento, di professione architetto, ha realizzato ad esempio un'altalena lunghissima, sospesa tra due alberi su cui ci si può dondolare in riva al fiume, rimanendo al tempo stesso "Coi piedi per terra". Osvaldo Giuliani, argentino che vive a Madrid, con la sua installazione "Codice bianco" invita lo spettatore ad addentrarsi tra gli alberi ricordando Lao Tzu con la frase "Fa più rumore un albero che cade di un bosco che cresce". Elena Grimaz, udinese diplomatasi all'Accademia di Venezia, viene a ragionare sul termine di confine come limite, sbarramento e su questo particolare territorio da sempre luogo di incontro-scontro tra diverse etnie, lingue, culture. Andrej Koruza, artista di Capodistria che ha frequentato la Scuola per mosaicisti di Spilimbergo nel suo albero bianco, fatto a fette e capovolto rielabora in chiave surreale i "frammenti della storia". Chiara Mu, artista romana da sempre attenta a un'arte partecipata e in relazione con il territorio, invita a un abbraccio e all'esercizio della responsabilità con la precisa indicazione rivolta al pubblico di prendersi cura di una bottiglia d'acqua. Orietta Masin in "Stilness", propone un'"azione di risanamento dei luoghi del dolore" invitando a fermarsi e sedersi in una zona di riposo e di silenzio. Anna Pontel in "Porzione di" propone un'ardua costruzione simile a un formicaio riflettendo su come "Ogni residenza presuppone un trasloco". Laura Pozzar nel suo "siamo nascosti nel bosco" rivolge un invito a interpretare i segni quali simboli identificativi, mentre Michele Tajarol, pordenonese formatosi all'Accademia di Carrara e quindi in Giappone, propone un'operazione concettuale con un mirino puntato su un masso su cui compare l'immagine di un personaggio che probabilmente non è mai esistito ma che comunque ha qualche cosa da raccontarci. Infine Marek Trizuljak poeta, fotografo, scultore e pittore nato a Bratislava il cui nonno combatté e morì in questi luoghi, propone un passaggio tra due punti di domanda: "il mio-il tuo punto di vista". Il prossimo ottobre altri dieci artisti verranno a dialogare con le opere già presenti nel parco e si pensa anche di coinvolgere, allo stesso modo, altri siti quali Drenchia, Resia e Caporetto.

 

Il Piccolo > 2014 > 09 > 28 ©RIPRODUZIONE RISERVATA