SI GIRA A TRIESTE UN CORTO DA GENET

 

 

di Gabriele Sala

 

TRIESTE Si rifà ai temi più politici dell’opera dello scrittore ”maledetto” Jean Genet (1910-1986), il cortometraggio in lavorazione (ma ormai è alle fasi conclusiva) girato a Trieste dal titolo ”Un gioco molto serio”. Venti minuti di film prodotti da Solab in collaborazione con ”Ceasernet d.o.o.” e Studio Openspace, per la regia di Manuel Fanni Canelles, la fotografia di Daniele Trani e la direzione fonica di Francesco Morosini. 
Il lavoro, liberamente tratto dall'opera teatrale “Le Serve” di Genet, ha impegnato - spiegano i produttori - «maestranze professionali del territorio contribuendo ad implementare l'attività del cinema di qualità in regione». 
La storia, ambientata all'interno di un suggestivo magazzino in disuso invaso dalla vegetazione, indaga l'ambiguità del rapporto tra due servi e il proprio padrone e aiuta a riflettere sul decadimento dei rapporti umani e la loro precarietà. È il racconto della rivolta dei servi nei confronti della borghesia, uno dei testi più politici e di marcato impegno sociale di Genet. Anche se nel racconto non c’è alla fine un vero e proprio riscatto, e i servi restareanno prigionieri della loro ”gabbia”. Come nello spettacolo teatrale, anche nella riduzione cinematografica il racconto mette in discussione le categorizzazioni stesse di bontà e cattiveria, debolezza e aggressione, forza e fragilità, temi cari al drammaturgo, scrittore e poeta francese che intrecciava l’arte con la vita.
Il film si è avvalso dell'interpretazione di Giammaria Martini e Daniele Tenze, giovani e talentuosi attori teatrali e della partecipazione dell'attrice Ariella Reggio. Tra i nomi da citare, ancora, quelli di Massimiliano Puntin, operatore e assistente alla regia, di Andrea Vidotto, operatore e assistente alle luci e di Marta Comuzzi alla direzione organizzativa. Tre giorni di riprese sul set e un mese di lavoro complessivo tra location e montaggio. E a proposito di location, il magazzino dove si svolge la vicenda è stato messo a dispizione dall’Università di Trieste, in un felice esempio di collaborazione quando si tratta di fare cinema in città. 
Punto di forza del progetto, inoltre, è stata la collaborazione tra Solab / Studio Openspace e Ial-Fvg che ha deciso di attivare un corso sulla produzione e la realizzazione audiovisiva finanziato dal Fondo Sociale Europeo consentendo ai partecipanti di seguire le fasi di stesura della sceneggiatura, la realizzazione dello storyboard, la realizzazione delle scene sul set e di partecipare attivamente alle riprese. «Abbiamo voluto dare una possibiità ai partecipanti di questo corso - spiega Manuel Fanni Canelles - di assistere dal vivo alla lavorazione del film, dando loro la possibilità di lavorare com i profesisonisti del settore».
Con questo progetto, «produzione indipendente senza alcuna sovvenzione da parte di enti pubblici», specifica il regista, Manuel Fanni Canelles prosegue l'indagine linguistica tra il cinema, il teatro e la videoarte, da anni oggetto di studio anche in sinergia con critici e gallerie d'arte contemporanea. 

 

 

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